Come creare una landing page efficace

Disponendo gli elementi per creare una landing page efficace

La landing page cos’è e come realizzarne una che sia realmente efficace? Queste sono tutte domande legittime, soprattutto nel caso in cui si voglia davvero fare la differenza nel pubblicizzare un prodotto o un servizio. Sarà possibile analizzare tutti gli elementi che costituiscono una buona landing page, e comprendere anche come creare una landing page che sia efficace e che arrivi dritta al punto.

Premessa: sai cos’è un lead?

Come prima cosa, sarà necessario capire che cosa sono i Lead, quelli che sono, poi, gli obiettivi conclusivi della costituzione di una landing page. Il Lead è una conversione, cioè portare quello che poteva essere un soggetto curioso a diventare un cliente, o comunque ad interessarsi in modo concreto a ciò che si vorrà vendere.

Ad esempio, si potrà portare il soggetto ad iscriversi alla newsletter, oppure a visitare un altro sito, o ancora ad acquistare concretamente un prodotto.  Quindi, un Lead si riconosce nel momento in cui l’utente compirà quella che è l’azione che si desideri, e che era lo scopo originario della creazione del sito, della pagina oppure della campagna.  Esistono diversi obiettivi nella costituzione di una pagina, ma sicuramente le conversioni sono gli scopi fondamentali e primari.

L’obiettivo della landing page: i lead, o conversioni

Sappiamo, quindi, che la conversione si pone come obiettivo della landing page, ma bisognerà ancora scoprire realmente che cosa sia questa “pagina”. In generale, si può dire come in italiano si possa parlare di “pagina di atterraggio”. 

A livello più specifico, la landing page è quella pagina nella quale arrivano gli utenti nel momento in cui aprono un determinato sito, un link o un’email che abbia determinati collegamenti esterni. All’interno della pagina si troveranno informazioni che porteranno il soggetto che legga a compiere delle azioni: dall’inserimento di un prodotto nel carrello, alla semplice sottoscrizione di una newsletter mensile.

Diversamente da ciò che si potrebbe pensare, però, la landing page non è la pagina principale del proprio sito, ma viene creata appositamente per realizzare un progetto. Ad esempio, spesso all’interno di siti internet si trovano pagine dedicate solo a specifiche offerte, a periodi dell’anno, e così via. 

Come creare una landing page

Ora che si è compreso che cosa sia questo strumento, bisognerà chiedersi come costituire la landing page, come farla in concreto. Esistono diversi punti da rispettare, che dovranno essere tutti considerati per arrivare ad avere un risultato di successo:

Il titolo

Il primo elemento che si noterà in una pagina sarà sicuramente il titolo. Questo non dovrà essere generico, ma dovrà attrarre il soggetto, essere efficace. Non avere il titolo giusto potrà essere un grande errore, e potrebbe inficiare completamente una campagna.

Insieme al titolo, si potrà sfruttare anche il sottotitolo, che aiuterà a spiegare ancora meglio quelli siano gli scopi della pagina, e che cosa si vorrà portare il soggetto a compiere. Ovviamente, il testo della pagina dovrà anche essere coerente. Non si potrà usare un titolo “acchiappa clic” e poi scrivere tutt’altro. Tra le altre cose, questa pratica viene condannata dai motori di ricerca.

Quindi, se nel titolo si sarà indicato come la pagina contenga sconti, non si potrà violare questa “promessa” parlando di altro. Anche lo stile del testo dovrà essere in linea con il titolo: dopo un titolo confidenziale non si potrà cambiare completamente registro parlando improvvisamente in modo autorevole e accademico.

La credibilità

Un altro punto fondamentale sarà costituito dalla credibilità della propria pagina. Non si potrà basare la landing page su informazioni a caso, ma sarà essenziale cercare di rendere il prodotto o servizio venduto credibile anche per il pubblico. Per questo molte pagine che si occupino soprattutto di vendita di prodotti e servizi vedono la presenza di recensioni e di valutazioni dei precedenti clienti.

Ovviamente, si sceglieranno quelle migliori, quelle in grado di rappresentare al meglio il prodotto. Allo stesso modo, la pagina dovrà contenere dati che consentano al cliente di individuare l’azienda e di credere nella sua mission. Il web è pieno di pagine finte, che non riportano alcun dato, e che non danno, ovviamente, fiducia al potenziale cliente.

Coinvolgere le emozioni

Un altro modo per poter vendere qualcosa, fosse anche la sottoscrizione rispetto ad una newsletter, è costituito dalle emozioni. Il coinvolgimento emotivo del soggetto è essenziale, perché aiuterà a vendere, ma consentirà anche di rimanere impressi nella mente del cliente potenziale.

Ecco perché spesso nelle pagine si inseriscono storie nelle quali il soggetto possa identificarsi, filmati e foto. Ovviamente, ad ogni prodotto o servizio corrisponderà un metodo migliore di vendita e coinvolgimento, ma sicuramente non si potrà prescindere dalle emozioni.

Non confondere il cliente

Un elemento negativo di molte landing page è costituito dalle troppe azioni che si richiedono al cliente. La persona inizierà ad andare in confusione, e dopo poco abbandonerà la pagina. Si dovrà, invece, puntare sul compimento di una sola azione: acquistare, offrire i propri dati e così via, attraverso una call to action.

Una pagina testata

Un errore che tanti compiono è quello di non controllare le proprie pagine. Ogni landing page andrà testata concretamente. Sarà necessario controllare che tutto funzioni, che il cliente possa arrivare ad un determinato obiettivo e che i dati vengano realmente trasmessi.

Non bisogna avere paura degli errori e delle relative correzioni. Sarebbe peggio mettere sul web una pagina non funzionante che potrebbe far fare brutta figura all’intera azienda.

Una pagina consultabile

Oggi la maggior parte degli utenti apre le pagine internet tramite dispositivi mobili. Creare, quindi, una landing page obbligherà anche a considerare questo elemento: la pagina dovrà essere responsive, quindi dovrà adeguarsi alle proporzioni di un cellulare o di un tablet.

Aspetti tecnici di una landing page

Si sono viste le caratteristiche essenziali di una buona landing page, ed ora si potrà concludere prendendo in considerazione gli aspetti più tecnici della pagina. Sicuramente, si potranno creare pagine utilizzando programmi diversi, anche con sistemi come WordPress.

Sarà essenziale, ovviamente, rispettare le caratteristiche appena viste, ma si potranno anche utilizzare programmi che aiuteranno nella costituzione della pagina. Esistono molti plug-in, ad esempio per WordPress, che consentono l’ottimizzazione delle pagine anche sotto il profilo del marketing. 

Come fare un video tutorial: 3 regole per non sbagliare

come fare un video tutorial

Tutti vorrebbero poter comunicare in modo chiaro utilizzando internet, ed in particolare il video. Per questo in tanti si chiedono ancora come fare un video tutorial: non solo come realizzarlo concretamente, ma anche come renderlo efficace e visibile per la maggior parte degli utenti.

Un tutorial video, infatti, è un ottimo strumento, ma solo nel caso in cui sia fatto nel modo giusto, fin dall’inizio. Ecco che, quindi, si possono individuare alcune regole essenziali per poter creare su YouTube video tutorial davvero efficaci.

Come fare un video tutorial: iniziare dalle idee

Si potrebbe pensare che la propria idea sia sicuramente geniale, e che sia necessario realizzare un video tutorial per portarla “al grande pubblico”. Tuttavia, ancora prima di iniziare la propria video guida sarà essenziale analizzare le idee e le motivazioni che spingano verso quella determinata direzione.

Ci si dovrà chiedere, quindi:

  • Quanto vale la mia idea?
  • La mia idea può essere utile agli altri?
  • La mia idea è già stata analizzata e sviluppata nello stesso modo?

Ecco che, quindi, dopo aver analizzato l’idea iniziale sarà essenziale fare delle ricerche online. Ad esempio, si potrà scoprire che altre persone avranno già realizzato un video che sarà legato a quello che si sta progettando, ma questo non deve essere un ostacolo.

Si potrà guardare il video realizzato dal proprio “concorrente” e si potranno analizzare lati positivi e negativi. Il video che si realizzerà in seguito sarà magari migliore rispetto a quello già presente e potrà attirare molti più utenti.

Ad esempio, si potrà notare il fatto per il quale nei video concorrenti l’audio sia troppo basso o alto, le immagini non chiare, la spiegazione frettolosa. Si prenderà nota di tutti questi aspetti, in modo da realizzare un prodotto che possa effettivamente essere utile e anche più bello rispetto a quello già presente in rete.

Infine, ancora prima di cimentarsi con il proprio video tutorial su YouTube sarà essenziale conoscere bene la propria materia di riferimento. Infatti, le insicurezze possono apparire immediatamente, e l’utente se ne accorgerà abbastanza in fretta. Questi sono i punti dai quali partire per iniziare a realizzare la propria video guida.

La creazione pratica del tutorial video

Dopo aver pensato bene a che cosa prendere come materia di riferimento per il proprio tutorial video, si passerà all’azione. Si effettuerà una scaletta relativa alla guida stessa, nella quale si indicheranno tutti i passaggi salienti.

Ad esempio, per un tutorial relativo al make up si dovranno inserire:

  • La presentazione del topic (trucco naturale, sposa, dark e così via)
  • La presentazione degli strumenti che si utilizzeranno
  • L’esecuzione pratica
  • I consigli
  • Il risultato finale

Lo stesso sistema si utilizzerà per creare una guida di qualsiasi tipo. Dopo aver stilato la scaletta sarà necessario trovare la location adatta per il proprio video. Più l’ambiente circostante sarà “basico” e libero da interruzioni e da oggetti che potrebbero distrarre, più il tutorial sarà efficace.

Ad esempio, per i tutorial video relativi agli esercizi di ginnastica si utilizzano spesso palestre, sale e così via. Tuttavia, una palestra piena di persone e di rumore non sarà proprio il luogo ideale per creare un video dedicato al fitness! Si dovranno anche trovare gli strumenti per girare effettivamente il filmato.

Oggi la maggior parte dei cellulari ha buone fotocamere, ma per chi voglia ancora utilizzare strumenti classici, si potrà scegliere una macchina fotografica digitale. Anche la luce e lo sfondo saranno essenziali. Ci dovrà essere una buona illuminazione e lo sfondo non dovrà distrarre le persone che guardano il video tutorial.

L’audio sarà un altro elemento fondamentale per il proprio video. Questo dovrà essere chiaro, udibile e senza interferenze: sono davvero odiosi i video nei quali l’audio sia ovattato e sia impossibile capire che cosa stia dicendo la persona!

Dopo aver eseguito tutti i passaggi preliminari, si passerà a creare effettivamente il proprio video. Si potranno fare riprese da soli o in compagnia di altre persone, e il consiglio è quello di registrare più del necessario: in questo modo si potranno avere immagini e passaggi ben definiti per ogni fase della spiegazione.

La post produzione del video tutorial

Su YouTube i video tutorial vanno per la maggiore, ma quelli più apprezzati sono sicuramente quelli ben curati anche nella post produzione. Per questo motivo ci si dovrà procurare un buon programma di editing video per realizzare questa fase. Nella post produzione si inizierà con la selezione delle scene: non tutte saranno adatte ad essere presentate al pubblico, e si potranno selezionare quelle più efficaci solo guardandole con attenzione.

Dopo la selezione delle scene si passerà al montaggio, nel quale si dovranno inserire tutti gli elementi del proprio tutorial video in sequenza: magari alcune scene sono state registrate in ordine non cronologico, ma questo problema si potrà superare, appunto, in questa fase. Allo stesso modo, si potranno aggiungere gli effetti: dal bianco e nero, agli zoom, fino ad effetti divertenti oppure in grado di sottolineare alcuni aspetti della spiegazione.

Un consiglio importante è quello di aggiungere della musica al proprio tutorial. La musica, infatti, fa da filo conduttore all’interno delle spiegazioni, e renderà tutta la video guida più omogenea.

Per evitare problemi legati al copyright il consiglio è quello di selezionare la propria musica dalle librerie free, come quella messa a disposizione dallo stesso YouTube. La musica dovrà essere adatta al contesto: allegra per tutorial video dedicati ai più giovani, riflessiva per spiegazioni che possano comprendere corpo e mente, e così via.

Inoltre, non dovrà essere ad un volume esagerato, ma dovrà solo costituire un sottofondo piacevole e di accompagnamento rispetto a quanto si starà svolgendo sullo schermo. Si aggiungeranno anche titoli e descrizioni. Ad esempio, si potranno inserire delle frasi che riassumano alcuni passaggi, oppure altre che indichino delle caratteristiche salienti relative agli strumenti essenziali.

Infine, si dovranno creare anche l’introduzione e la conclusione del video. Nell’introduzione si potrà fare un piccolo riassunto di ciò che si starà andando a vedere, e nella conclusione si potranno aggiungere call to action con link agli altri video del proprio canale.

Come creare le infografiche: consigli e tool

creare infografiche online

Gestire un contenuto per renderlo maggiormente fruibile da parte di chi lo deve comprendere: ecco che, in aiuto di chi deve spiegare un concetto, vengono le infografiche. Creare infografiche è davvero un’arte, ma non bisogna pensare di dover sempre essere degli specialisti per poter ottenere un risultato che sia efficace.

Ad esempio, si possono creare infografiche online e si potranno diffondere o stampare nel caso in cui queste servano per la propria classe, per un gruppo di persone o per i propri amici. Ovviamente, creare un’infografica sarà necessario in molti casi, ed è per questo che conoscere qualche consiglio, e anche quelli che possono essere gli strumenti migliori, aiuterà moltissimo a chi si trovi in questa situazione.

Cos’è un’infografica?

Prima di passare ad esaminare gli strumenti e i consigli per creare infografiche di diverso tipo, si dovrà definire che cosa sia questo mezzo di comunicazione.

Con la parola “infografica” si vuole prendere in considerazione la rappresentazione schematica di un’informazione. In un’infografica, quindi, si spiegherà un concetto mediante l’uso di immagini e di testo. L’obiettivo di questo mezzo di comunicazione è quello di semplificare il più possibile il concetto che dovrà essere rappresentato: lo stesso arriverà al destinatario in modo molto più immediato.

Nei libri di testo, ad esempio, venivano chiamati “specchietti” ma oggi l’infografica è uno strumento davvero diffuso, utile sia per comunicare all’interno di social di diverso tipo, sia per quelle che sono finalità di marketing, come una call to action. Infatti, se ne trovano sempre di più anche come elementi condivisi da chi visiti Instagram, Facebook o LinkedIn

Come creare infografiche d’impatto ed efficaci

Dopo aver capito che cosa sia l’infografica, ora bisognerà comprendere come crearne una che sia davvero in grado di far arrivare un messaggio in modo chiaro. Per arrivare al proprio obiettivo senza alcun dubbio, sarà necessario rispettare alcuni punti:

La definizione dell’obiettivo

Prima ancora di pensare all’infografica bisognerà definire il proprio obiettivo finale. Si vorrà, ad esempio, far capire agli utenti un concetto ostico, oppure li si vorrà portare in una determinata direzione. Questo elemento sarà essenziale e potrebbe cambiare davvero moltissimo i passaggi che verranno considerati in seguito.

Il pubblico

Oltre all’obiettivo bisognerà anche definire il proprio pubblico di riferimento. Non si potrà presentare la stessa infografica ad un bambino e ad un adulto, oppure ad un esperto rispetto a chi non conosca bene una materia. Quindi, sarà essenziale individuare previamente il proprio pubblico.

Organizzare le informazioni

Dopo aver definito i due punti precedenti, bisognerà fare una cernita relativa alle informazioni. Quali informazioni si hanno a disposizione? Quali possono essere effettivamente utili allo scopo?

Si selezioneranno tutti i dati utili, quelli che possano portare davvero il concetto al pubblico, e che possano essere condensati in un’infografica che richieda al massimo un paio di minuti per poter essere esaminata. Ad esempio, nel caso in cui si voglia fare un’infografica sul Coronavirus sarà essenziale prevedere informazioni riferite al contagio, ai sintomi, al decorso e alla prevenzione della malattia.

Raggruppare le informazioni

A questo punto, dopo aver selezionato accuratamente le informazioni da utilizzare, queste dovranno essere raggruppate in gruppi tematici ben precisi.

Per effettuare il raggruppamento e creare infografiche chiare, si potrà iniziare definendo alcuni colori. Ad esempio, le informazioni sulla prevenzione del virus saranno in rosso, quelle sulla cura in blu e così via. Grazie a questo passaggio si avranno sicuramente le idee molto più chiare sul da farsi.

Individuare le immagini

Creare un’infografica prevedrà ovviamente l’uso anche di immagini. Non dovranno essere troppe, per evitare di disorientare l’utente, ma dovranno essere efficaci. Dovranno essere pertinenti e portare immediatamente il concetto a chi guardi l’infografica.

Raccontare una storia

Nella creazione di infografiche, online o utilizzando altri strumenti, sarà necessario cercare di interessare al meglio le persone. Per questo ci si potrà concentrare sul raccontare una storia. Non ci si dovrà, quindi, limitare ad incasellare dati sterili, ma si potrà raccontare una vicenda nella quale il soggetto abbia la possibilità di identificarsi.

Creare infografiche online: gli strumenti da utilizzare

Dopo aver realmente chiarito tutti i punti già visti, ci si potrà concentrare sugli strumenti da utilizzare per creare infografiche online. Esistono molti siti che vi potranno dare una mano e che avranno, soprattutto, tanti tools da mettere a vostra disposizione.

Qui ne troverete alcuni, grazie ai quali potrete iniziare subito a lavorare senza ostacoli né problemi:

Canva.com

Canva è un sito internet davvero ricco di spunti e di risorse. Infatti, è stato creato proprio per consentire a chi non sia un grafico di realizzare volantini, template e molto altro. È ottimo anche per le infografiche, e potrete trovare molti esempi già preformati di infografiche.

Molti contenuti sono gratuiti, e potrete, così, realizzare il vostro lavoro senza dover pagare nulla. Dopo aver creato l’infografica potrete scaricarla, stamparla e anche condividerla.

Infogram.com

Anche questo è un ottimo sito internet all’interno del quale potrete trovare tantissimi strumenti per creare delle infografiche davvero efficaci. In realtà Infogram è nato proprio con questo scopo. Ha a disposizione risorse gratuite e la sua interfaccia è immediata e semplice da utilizzare, anche nel caso in cui non si abbia una particolare esperienza.

Piktochart.com

Infine, tra i siti per creare infografiche online si trova anche Piktochart. Il suo funzionamento è molto simile a quello di Infogram in quanto anche in questo caso ci si trova di fronte ad un software per la progettazione grafica. Anche questo è nato allo scopo di creare diversi tipi di strutture e di rappresentazioni, dai grafici, alle mappe fino ai volantini.

Un punto sicuramente a favore di Piktochart è costituito dalla possibilità di creare delle presentazioni che saranno non solo ben fatte, ma anche SEO oriented. Quindi, saranno già pronte per poter essere condivise anche online.

In conclusione

La creazione di infografiche può dare davvero moltissime soddisfazioni, ma solo nel caso in cui ci si impegni nella loro fase di progettazione. Come si è potuto vedere, non servono doti incredibili per arrivare al proprio obiettivo, ma solo organizzazione e buona volontà, con l’aiuto di alcune risorse online

7 step per progettare il restyling del tuo sito web

Vuoi fare un restyling al tuo sito? Vuoi rinnovare la tua presenza sul web.?Ottimo. Non c’è nulla di meglio. A patto che tu sappia che un’operazione di restyling può essere un grande successo o un flop totale!

Potrebbe anche essere un impegno lungo e noioso, e questo è il motivo per cui non dovresti intraprendere alcuna iniziativa in tal senso senza avere ben chiaro all’inizio vision e problemi da risolvere. Più chiare saranno le idee all’inizio, meglio affronterai – con partner e fornitori – il restyling del sito web aziendale, rendendo l’intero processo più agevole e rapido.

Ecco perché la guida che pubblichiamo qui nel nostro sito potrebbe essere utile a molti, magari solo per chiarire meglio le idee e organizzare in ogni dettaglio il flusso di lavoro.

Quando parliamo di restyling, possiamo individuare sette step: strategia, pianificazione, design, realizzazione, ottimizzazione, lancio e analisi. Tutti e 7 gli step indicati sono importanti, ma nessuno è più importanti del primo di questi: è infatti in questa prima fase – a monte dell’intero progetto web – che mettiamo le basi per un restyling di successo.

Step 1: Analizza le Metriche Attuali

Prima di pianificare il restyling, prendi nota delle performance principali del sito. Inizia con l’analisi dell’esistente. Sarà un’utile documento storico su cui basare anche le scelte future:

  • Numero di visite/visitatori/visitatori unici (media mensile)
  • Bounce rate (media mensile)
  • Tempo di permanenza nel sito (media mensile)
  • Top Keywords (in termini di rank, traffico, e generazione di contatti/lead)
  • Numero di inbound link
  • Numero totale di nuovi contatti (per mese)
  • Numero totale di vendite generate (per mese, per esempio nel caso di e-commerce)
  • Numero totale di pagine indicizzate
  • Numero totale di pagine che ricevono traffico

Monitorare tutti questi dati (e molti altri) è molto semplice. Se già non lo fate, sarà sufficiente inserire nelle pagine del sito un codice di tracciamento (per esempio, Google Analytics, strumento completo e gratuito) per cominciare a ricevere decine e decine di informazioni utilissime.

Step 2: Determina gli obiettivi del restyling

Insomma, prima di ogni altra cosa devi avere ben chiare in mente le motivazioni che ti hanno spinto a pensare un restyling. Quali sono le ragioni per cui vuoi mettere mano realmente al sito web aziendale?

Molte risposte in questi casi sono davvero illuminanti: “il mio competitor ha appena fatto un restyling” oppure “è da un po’ che non aggiorniamo il sito“. Queste ragioni – o altre simili – non sono abbastanza buone.

Ricorda: il restyling di un sito non è legato all’aspetto estetico (o almeno non solo), piuttosto al come lavora. Quindi comunica gli obiettivi a tutto il team, ai designer o all’ agenzia che esegue il lavoro. Considera alcuni di questi obiettivi (metriche) per il sito web e sulla base di questi chiedi azioni concrete:

  • Incremento del numero di visite/visitatori
  • Riduzione del bounce rate
  • Incremento del tempo di permanenza nel sito
  • Aumento dell’autorevolezza del dominio
  • Incremento del numero di nuovi lead/contatti
  • Incremento del totale delle vendite generate
  • Migliorare l’attuale SEO ranking per le keyword più importanti

Molte di queste metriche sono legate alle altre. Per esempio, per generare più conversioni, avete bisogno senz’altro di aumentare il traffico, diminuendo magari il bounce rate.

Step 3: Definisci il brand

Hai un’idea chiara e cristallina della unique value proposition? Hai reso questa in maniera forte in ogni pagina, paragrafo, parola o immagine del sito?

Ogni nuovo visitatore deve immediatamente capire quello che fai, come o fai e perché dovrebbe scegliere la tua azienda e non a un competitor.

Nella fase di sviluppo dei messaggi aziendali, usaun linguaggio chiaro e conciso. Abbandona l’aziendalese, o altri linguaggi artificiali e densi di vocabili privi di senso. Essere un’azienda leader del vostro settore, giovane e dinamica non serve più. O quantomeno non vi farà distinguere dalle migliaia di aziende leader, giovani e dinamiche sparse per il mondo.

Step 4: Individua i buyer

Il sito non è solo sulla tua azienda. Quando un utente naviga all’interno del sito si pone costantemente una domanda: “Cosa c’è qui dentro per me? Come possono essermi utili queste informazioni?“. Con il restyling devi rispondere a queste domande, usando il linguaggio dell’utente stesso, organizzando al meglio i contenuti e il design attorno a bisogni ben precisi. Un buyer è la persona che è la manifestazione teorica del cliente ideale.

Esempio: sei il marketing manager di un hotel alla ricerca di nuove occasioni di business.  Puoi identificare 5 differenti tipologie di buyer: un viaggiatore d’affari indipendente, un manager aziendale, un organizzatore di eventi, una famiglia che prepara un viaggio, o una coppia che pianifica il proprio ricevimento di nozze.

Identificare chiaramente i buyer ti da l’occasione di progettare l’intero sito attorno agli interessi degli utenti che per voi hanno più valore.

Step 5: Lavora al posizionamento dei contenuti nei motori di ricerca

Essere trovati online è essenziale per migliorare le metriche del sito. Se nessuno visita il tuo sito, in che modo pensate di aumentare i contatti generati, le vendite o in generale le conversioni? Ecco alcuni consigli da tenere bene a mente in tema di SEO:

Prendi nota delle pagine di valore.

Usa la web analytics per individuare quali pagine ricevono più traffico e link in ingresso, convertono maggiormente e coprono gli argomenti più importanti nel tuo settore. Se stai pianificando lo spostamente di una o più di queste pagine devi essere sicuro di create un corretto redirect 301.

Create una strategia 301.

Restiamo in tema di redirect 301: si tratta di uno strumento fondamentale per limitare – in caso di restyling – i danni e non perdere valore in termini di traffico e link per una data pagina. Crea un documento in cui appunti tutte le pagine che stai modificando, indicando per ciascuna l’URL vecchio e quello nuovo. Questo documento sarà importantissimo per chi dovrà poi implementare le modifiche.

Ricerca delle keyword.

Per ogni pagina del nuovo sito, sceglie una keyword o argomento intorno al quale saranno sviluppati i contenuti della pagina.  Prendi anche in considerazione – quando necessario – l’ipotesi di aggiungere nuovi contenuti o pagine al vostro sito web.

Step 6: Analisi dei competitor

Nonostante non raccomandiamo in nessun caso di controllare in maniera ossessiva i competitor, questa fase può essere davvero molto utile.

Dai un’occhiata ai siti dei competitor, e prendi nota di ciò che ti piace e di ciò che non ti piace. Non significa che devi copiare, ma otterrai senz’altro un risultato finale migliore. Condotta l’analisi, metti tutto insieme in una lista di azioni, indicando le aree da migliorare e tutto quello che puoi realizzare per differenziarti dai concorrenti.

Step 7: P Asset ad alte performance

Il restyling è un ottimo modo per cercare di migliorare le performance del sito, eppure ci sono un innumerevole numero di modi per danneggiare notevolmente gli asset precedenti. Alcuni di questi potrebbero essere:

  • Contenuti più condivisi o visti
  • Pagine ad alto traffico
  • Migliori Keyword e Pagine
  • Numero di link in ingresso per ciascuna pagina

Per esempio, rimuovendo una pagina dal sito web, una pagina che aveva accumulato un notevole numero di link in ingresso, potenzialmente potreste perdere un bel po’ di autorevolezza sulle SERP (lato SEO), il che potrebbe senz’altro rendere la vita difficile nel  lungo percorso della visibilità sui motori di ricerca. Tieni ben presente che molti web designer non considerano questo step semplicemente perché non sono dei marketer o dei seo specialist. Non esitare, quindi, a ricordare al team di non saltare questo step, magari preparando una lista delle pagine critiche del sito che volete mantenere o aggiornare, ma certamente non cancellare!