Che cos’è il Remarketing: caratteristiche e strategie

colleghi che pianificano una strategia di remarketing

Fare pubblicità su internet, oggi, è diventato essenziale, soprattutto perché la maggior parte delle persone si informa in rete in merito a prodotti o servizi e spesso acquista direttamente tali elementi usando sempre il proprio computer o cellulare. Ecco perché conoscere tecniche come il remarketing potrà essere davvero d’aiuto, anche a chi non ne abbia mai sentito parlare.

Retargeting e Remarketing: cosa sono?

Bisogna innanzitutto dire come retargeting e remarketing siano assolutamente sinonimi, e quindi come si potranno utilizzare allo stesso livello. Prima di capire come fare remarketing e retargeting sarà necessario capire che cosa sia questo tipo di tecnica.

In generale, il remarketing si può definire come una forma di pubblicità che si realizza online. Questa si rivolge agli utenti prendendo in considerazione quelle che saranno state le loro precedenti azioni compiute su internet. In modo particolare, si prenderanno in considerazione quelle azioni che il soggetto abbia compiuto non arrivando ad un obiettivo, ad esempio fermandosi prima di acquistare un prodotto.

Si può anche sottolineare come grazie a queste tecniche, sia possibile mantenere un marchio nella mente del cliente potenziale anche dopo che questo abbia lasciato il sito che stava consultando. Quindi per il remarketing il significato è abbastanza palese: realizzare forme di promozione che spingano il soggetto a ricominciare da dove ha lasciato.

Questo anche perché è stato analizzato come solamente il 2% del traffico totale viene convertito alla prima visita. Sarà, quindi, essenziale cercare di mantenere il contatto con i propri potenziali clienti anche dopo che questi abbiano lasciato il sito di riferimento. 

Il funzionamento del remarketing

Dopo aver capito cos’è il remarketing si dovrà passare ad analizzare concretamente il suo corretto funzionamento. A livello generale, il remarketing si basa su quelli che sono i cookie, quindi le “tracce” che il soggetto abbia lasciato nel momento in cui ha visitato un sito internet. Sarà il codice Javascript a consentire all’azienda di seguire i comportamenti del pubblico su internet.

Quindi, chi voglia iniziare a fare remarketing dovrà certamente affidarsi ad un programmatore che sappia inserire il giusto codice all’interno del sito di riferimento. Il codice verrà generato nel momento in cui si attiverà una determinata campagna, ma gli utenti non lo vedranno nel durante la visita alla pagina. Successivamente, il codice verrà associato al browser che il soggetto avrà utilizzato per visitare il sito stesso.

I valori che saranno stati rilevati verranno tracciati, e tali valori verranno utilizzati per proporre ai potenziali clienti degli annunci che si colleghino alla precedente visita. Per questo molti clienti, anche all’interno di siti che non c’entrano nulla con quello originariamente visitato continueranno a vedere annunci pubblicitari. Ad esempio, ciò accade su Facebook: il cliente ha visitato un negozio di scarpe, e poi continua a vedere gli annunci relativi alle offerte di quel negozio anche all’interno del social network.

Queste tecniche sono davvero molto efficaci, perché si rivolgono a persone che hanno già consciamente visitato un sito. Quindi, saranno comunque soggetti che avranno indicato un determinato interesse per una causa, per un prodotto o un servizio. Sono campagne che vanno a comprendere soggetti che abbiano già familiarità con un determinato tipo di marchio, e per questo sono sicuramente efficaci. 

Come attivare i servizi di remarketing

Oggi è ancora più facile rispetto al passato utilizzare e mettere in pratica questi tipi di tecniche. Ad esempio, sarà possibile attivare delle campagne di remarketing attraverso la rete display di Google, oppure attraverso direttamente Google Ads.

Allo stesso modo, e come si è appena indicato nell’esempio, è possibile fare campagne di questo tipo anche utilizzando i social, come Facebook ma anche Instagram. Tuttavia, per poter attivare queste campagne all’interno dei social sarà essenziale, almeno per il momento, affidarsi a servizi terzi, come AdRoll oppure Perfect Audience.

Sono tutti servizi che, comunque, “pagheranno” perché le conversioni che si possono ottenere con questo tipo di campagne sono davvero elevate e si notano risultati che con altre campagne non si potrebbero neppure immaginare. 

Come realizzare campagne di remarketing di successo

Molti pensano che retargeting e remarketing possano “vendere da soli”, ma questo non è del tutto vero. Infatti, se è certamente vero che le campagne di pubblicità realizzate con questi strumenti sono efficaci, bisogna anche sottolineare come il remarketing deve fare parte di una strategia pubblicitaria più grande.

Una campagna, quindi, dovrà essere combinata con azioni di marketing, come quelle inbound e outbound. Bisognerà, quindi, iniziare a generare una domanda da parte del potenziale cliente che dovrà, quindi, cominciare a visitare il sito internet per avere una certa familiarità con il marchio. Quindi, ad esempio, si dovranno generare le visite al proprio sito attraverso l’uso dei social, oppure usando le tecniche SEO on site e off site.

In questo modo si avrà già un’ottima base per poter portare il soggetto a voler visitare un sito e a conoscere qualcosa in più in merito ad un prodotto o ad un servizio offerto. Bisogna, quindi, pensare come il remarketing sia uno strumento eccellente per poter portare a maggiori conversioni, ma non possa originariamente portare il cliente a visitare un sito. Ecco perché una campagna di questo tipo andrà studiata attentamente e non potrà essere improvvisata.

Quanto far durare una campagna di remarketing?

Un dubbio relativo al retargeting e remarketing è anche costituito dalla durata della campagna. Questo perché le campagne pubblicitarie di questo tipo si basano soprattutto sull’insistenza nei confronti del potenziale cliente.

Ecco che, quindi, non si potrà far durare all’infinito il remarketing, ma sarebbe meglio utilizzare queste tecniche in alcuni casi specifici. Ad esempio, molte aziende puntano su tali strumenti in particolari periodi dell’anno, come il Natale, i saldi e così via.
Esempi sono costituiti dai corsi, che vedono offerte a tempo, magari all’inizio dell’anno, in modo da acquisire clientela e da consentire al cliente di approfittare di qualcosa che durerà solo per qualche giorno. Infatti, si deve anche sottolineare come, così come per moltissime altre offerte, anche in retargeting e remarketing la durata limitata sarà essenziale perché spingerà il soggetto a compiere l’azione desiderata: lui penserà che se non metterà in pratica alcuni comportamenti entro un brevissimo termine non potrà ottenere ciò che vuole.

Facebook Ads: cosa sono e perché includerle in una strategia social

facebook ads: cosa sono e come funzionano

Oggi i social sono davvero diventati parte della nostra quotidianità e molta parte delle pubblicità realizzate dalle aziende passano anche attraverso questi siti e attraverso le app collegate. Per questo motivo si estende sempre di più l’interesse di aziende e professionisti per le Facebook Ads.

Chiedersi che cosa sono le Facebook Ads, come funzionano e in quale modo possano essere utili ad un professionista o ad un’azienda è il primo passo verso il successo della propria attività professionale che oggi non può prescindere dall’inclusione delle Ads di Facebook in una strategia di social media marketing. 

Che cosa sono le Ads Facebook e a cosa servono

La prima cosa che bisognerà sottolineare è che cosa sono le Ads Facebook e a che cosa servono. Questo strumento consente alle aziende, ma anche alle persone singole, di poter promuovere facilmente la propria attività online.

Quindi, le Ads Facebook altro non sono che annunci pubblicitari che appariranno all’interno della piattaforma del social network su pc ma ma anche su dispositivi mobili. Il motivo per il quale bisognerebbe pensare al loro utilizzo è sicuramente costituito dalla grande platea delle pubblicità native su Fb.

Ogni giorno, infatti, questo social conta su una presenza di 2,2 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo, che potrebbero diventare i prossimi clienti di un’azienda, di una realtà commerciale o di un singolo professionista. Per chi si chieda a che cosa servano gli annunci su Facebook, quindi, la risposta è semplice quanto scontata: a fare pubblicità.

Una pubblicità che, però, si differenzia molto rispetto a quella proposta in tv o in radio, in quanto è targetizzata. Significa che gli annunci verranno proposti solo a persone che abbiano determinati interessi e che possano, quindi, usufruire volentieri di un servizio, o acquistare quel determinato bene.

Come funziona Facebook Ads: il Business Manager

Prima di addentrarsi nei dettagli ancora più tecnici relativi agli annunci su Facebook, sarà possibile fare una piccola panoramica legata al loro funzionamento. In generale, chi vuole fare pubblicità su Facebook dovrà avere un profilo o una pagina di riferimento. Da questa si potranno creare annunci specifici nei quali pubblicizzare eventi, promozioni, sondaggi e servizi.

Analogamente a Google Ads, per ogni annuncio si potrà scegliere il pubblico di riferimento, la durata della promozione, il budget da spendere e molti altri dettagli. Solo creando, ad esempio, il pubblico giusto si avrà la certezza di poter proporre un prodotto o servizio a delle persone che saranno davvero interessate. Le proprie Facebook Ads si potranno visualizzare all’interno di quello che è stato chiamato Business Manager di Facebook.

Questo portale dà agli utenti che vogliano gestire la propria attività tramite il famoso social la possibilità di vedere in un’unica pagina:

  • Le proprie pagine.
  • Gli account pubblicitari.
  • Le impostazioni di fatturazione.
  • Gli annunci attivi.
  • Gli analytics. 

Quindi, così come potrebbe accadere con strumenti più professionali, anche all’interno del Business Manager si potranno gestire in modo unificato tutte le proprie Facebook Ads.

Guida base alla creazione delle campagne Ads su Facebook

Un utente, un’azienda, un professionista che voglia fare pubblicità su Facebook dovrà occuparsi di creare un annuncio. Per questo dovrà avere una pagina di riferimento, e dovrà anche avere un account con il quale fare pubblicità.

Come prima cosa, si dovrà scegliere per che cosa fare pubblicità: per un evento, un post, oppure per una particolare promozione. Ad esempio, un negozio potrebbe pubblicizzare i propri saldi, un ristorante un menù tutto a volontà mentre un professionista potrebbe mettere in evidenza un post nel quale parla della sua attività.

Sì, perché le Facebook Ads potranno riguardare anche solo singoli post che saranno stati inseriti all’interno della propria pagina, e per i quali si scelga di mettere le informazioni in evidenza. Dopo aver scelto per che cosa fare pubblicità, si potrà anche decidere se modificare l’immagine che apparirà nell’annuncio, così come il testo.

Spesso, le Facebook Ads vedono una creazione guidata: è lo stesso sistema a suggerire, ad esempio, di ridurre il testo in modo che questo possa apparire nel modo migliore possibile su tutti i dispositivi. Dopo aver gestito questi dettagli, sarà essenziale definire il proprio pubblico.

Si potranno prendere in considerazione elementi come:

  • Il luogo geografico.
  • Il sesso.
  • L’età.
  • Gli interessi.

Ad esempio, un ristorante a Torino dovrebbe concentrarsi su Torino e provincia, mentre chi si occupi di gestione di siti web a Milano potrà comunque cercare di estendere il proprio business anche oltre la Lombardia, essendo gestibile anche online.

Il sesso potrà essere una discriminante soprattutto per alcuni servizi: chi si occupi di vendere cosmetici punterà soprattutto alle donne, mentre un negozio che venda articoli per il gioco del calcio potrà essere più alla portata degli uomini (anche se non è sempre così!).

L’età sarà un altro elemento importante: per un sito che si occupa di musica contemporanea la fascia d’età sarà soprattutto quella fino ai 40 anni, mentre per servizi dedicati alle famiglie ci si riferirà ad una fascia d’età più matura. Infine, si prenderanno in considerazione anche gli interessi. Questi saranno basati soprattutto sui “mi piace” che gli utenti avranno già messo a pagine e profili.

Quindi, per una palestra gli interessi più importanti saranno il fitness, le diete, la forma fisica e così via, mentre per un ristorante piemontese ci si riferirà soprattutto ad interessi come la cucina, la storia regionale e così via.

Successivamente si definirà il budget totale e la durata della promozione. Alla fine, si potrà pubblicare il proprio annuncio e si pagherà solo per i clic effettivamente ottenuti (PPC o Pay per Click) .

Perché le Facebook Ads sono così importanti

Come si è già detto, la platea di Facebook è davvero molto ampia: solo in Italia sono 30 milioni gli utenti attivi. Ecco perché bisognerebbe puntare su questi annunci, e i vantaggi saranno notevoli:

  • Annunci a basso costo e gestibili in autonomia.
  • Pubblicità targetizzata, che raggiunge subito le persone.
  • Possibilità di valutare immediatamente i risultati dei propri annunci.
  • Possibilità di trasformare gli utenti simpatizzanti in veri e propri clienti.
  • Capacità di calamitare l’attenzione verso un’attività ma anche verso un sito.
  • Gestione del budget intelligente.
  • Nessuno spreco di risorse economiche.
  • Semplicità di utilizzo.

In conclusione, quando elabori una strategia social per il tuo business, non dimenticare di includere le Ads su Fb!

Che cos’è il PPC o Pay per Click?

Pay per Click

Con la dicitura Pay per Click o PPC si indica un particolare settore del web marketing applicabile sia ai motori di ricerca sia ai principali social network.

In pratica i ppc sono degli annunci pubblicitari a pagamento il cui scopo è quello di intercettare utenti potenzialmente interessati ad un determinato prodotto al fine di convincerli a cliccare sul link collegato all’annuncio. La particolarità di questa tipologia di annunci è che l’inserzionista paga solo i click effettivamente effettuati dagli utenti. La traduzione dall’inglese dell’espressione “Pay per click”, infatti, potrebbe essere “pagamento per ogni click”.

Gli annunci ppc vengono mostrati in appositi riquadri all’interno delle serp di ricerca di Google. Anche i principali social network come Facebook, Linkedin e Instagram hanno di recente attivato l’opzione pay per click per le campagne di advertising disponibili sulle loro piattaforme.

Pay per clic come funziona?


Ma come funziona il ppc marketing? La prima cosa da tenere a mente quando si parla di ppc advertising è che ogni annuncio/campagna deve essere sempre collegata ad una specifica parola chiave: ogni volta che un utente utilizzerà quella keyword all’interno per la sua ricerca, il motore di ricerca mostrerà l’annuncio ppc insieme ai risultati organici. E’ evidente, quindi, come la scelta della giusta parola chiave sia fondamentale per il successo di una campagna ppc.

Il ppc marketing ha essenzialmente due attori principali: l’inserzionista, ovvero colui che paga per gli annunci pubblicitari e il fornitore, ossia la piattaforma che ospita l’annuncio (motore di
ricerca o piattaforma social). L’inserzionista è tenuto a corrispondere al fornitore una somma – pattuita a monte – che è detta click throug rate (CTR) – per ogni click che riceve il suo annuncio pubblicitario.

Il pay per click marketing è particolarmente consigliato alle aziende e ai professionisti che vogliono attrarre un pubblico targettizzato sul sito aziendale, o, personale al fine di pubblicizzare/vendere il proprio prodotto e migliorare le conversioni. Peculiarità del ppc, infatti, è quella di essere visibile solo a quegli utenti che ricercano in rete la parola chiave collegata all’annuncio e che di conseguenza mostrano un interesse per il prodotto pubblicizzato.

Cosa si intende per campagna ppc?

Quando si parla di campagna ppc si fa riferimento ad una precisa strategia di web marketing finalizzata ad un aumento delle conversioni con un maggiore ritorno sull’investimento iniziale. I protagonisti delle campagne pay per click sono gli annunci a pagamento è vero, ma per decretare il successo di una campagna di web marketing è davvero sufficiente solo pagare per scalare le serp dei motori di ricerca? La risposta è no, dal momento che la visibilità ottenuta con gli annunci PPC deve poi essere sfruttata al meglio per ottenere effettivamente le conversioni desiderate. 

Quando si imposta una campagna di questo tipo, infatti, bisogna lavorare su più fronti, tra cui i più importanti sono:

  • Individuare le parole chiave giuste e impostare un budget adeguato alla durata della campagna e agli obiettivi prefissati.
  • Realizzare annunci persuasivi con la giustizia call to action
  • Preparare landing pages che accompagnino naturalmente l’utente verso la conversione, dove per conversione si intende il compimento dell’azione richiesta (acquisto di un prodotto, iscrizione ad una newsletter, richiesta di informazioni, ecc)
  • Realizzare annunci e landing pages differenti per ogni parola chiave inserita nella campagna.
  • Monitorare metriche come numero di click, CTR, ROI ecc. 

Una volta individuate le parole chiave intorno alle quali far ruotare una campagna PPC, è necessario aggiudicarsele all’asta. Le aste, infatti, rappresentano il metodo più utilizzato dalle piattaforme per assegnare le keyword agli inserzionisti. Le aste per le parole chiave sono aste cieche dal momento che le offerte degli inserzionisti sono segrete. L’offerta è sempre relativa all’importo che si è disposti a pagare per un singolo click. 

Le piattaforme assegnano le prime posizioni nelle serp agli inserzionisti che hanno fatto l’offerta più alta, mentre gli altri partecipanti vedranno i propri annunci posizionati più in basso, in posizioni meno visibili.

Le principali piattaforme che consentono di effettuare campagne PPC sono Google Ads, BingAds, Facebook Ads.

Vantaggi e svantaggi del pay per clic

Eccoci alla domanda fondamentale: perché investire tempo, denaro e risorse in una campagna PPC? Ebbene, i motivi sono diversi, noi ne abbiamo individuato cinque:

  1. Possibilità di targettizzare il traffico sul nostro sito. Il keyword advertising intercetta nel web solo utenti potenzialmente interessati al nostro prodotto o al nostro servizio, veicolandolo sul nostro sito.
  2. Possibilità di monitorare i risultati della campagna e analizzare in tempo reale il ritorno dell’investimento.
  3. Possibilità di personalizzare l’investimento. L’intero budget della campagna viene impostato all’inizio e non si corre il rischio di sforare.
  4. Si paga solo a risultato acquisito, ovvero, solo in caso di click da parte degli utenti.
  5. Flessibilità. È possibile intervenire in ogni momento per modificare la campagna andando a risolvere eventuali problematiche.

In conclusione le campagne pay per click aiutano ad aumentare velocemente la visibilità di un sito sul web e ad attirare traffico diretto e targettizzato. I risultati più immediati sono un aumento delle conversazioni e un miglioramento della brand awareness. Viceversa, se non vengono gestite nel modo giusto, questa tipologia di campagne possono trasformarsi in un costoso e inutile spreco di denaro.

Cos’è Google AdWords e a cosa serve

Chi lavora all’interno del mondo del Web Marketing ha sicuramente avuto a che fare numerose volte con Google AdWords. Fa infatti parte di molte strategie sviluppate dai consulenti SEM e SEA, con lo scopo di migliorare il posizionamento di un sito sui motori di ricerca. Questo è l’obiettivo degli specialisti del settore, i quali adottano diverse tecniche a seconda delle necessità e delle richieste dei clienti stessi. Google AdWords rappresenta in questo caso un ottimo mezzo per essere competitivi sul web ed ottenere ottimi risultati.

Ma che cos’è Google Adwords?

Google Adwords è la piattaforma pubblicitaria appartenente a Google. Si tratta di un servizio online di advertising che permette di inserire spazi pubblicitari all’interno delle varie pagine di ricerca di Google stesso.

Gli annunci inseriti vengono visualizzati sopra i risultati di ricerca non a pagamento (o nella colonna sulla destra) e sono selezionati da un algoritmo che tiene in considerazione le parole chiave cercate dall’utente che svolge la ricerca stessa. In questo modo, gli annunci mostrati sono pertinenti allo scopo dell’utente.

La promozione avviene dunque attraverso il posizionamento non organico, quindi sugli spazi che Google ritaglia sulla pagina.

Anche gli altri motori di ricerca possiedono piattaforme simili, ma è Google a dominare nel mondo il settore del Search Marketing. La maggior parte degli utenti passa infatti da Google; quindi, per chi possiede un e-commerce o un sito web e vuole pubblicizzare i propri servizi, è ormai fondamentale sfruttare in modo adeguato Google AdWords e cercare di restare competitivi all’interno di un mercato tanto affollato.

Google AdWords e le keywords 

Le keywords (o parole chiave) sono fondamentali per dare vita ad una campagna pubblicitaria su Google AdWords.

Come per il posizionamento organico, anche gli annunci devono essere muniti di parola chiava e ottimizzati.

I clienti di AdWords devono essere in grado di individuare un gruppo di parole chiave che rimandino alla loro attività. Fatto questo, devono offrire per esse una certa cifra. Il trucco sta nell’individuare un gruppo di keywords efficaci ma non troppo contese, in modo tale da non dover spendere esagerate somme di denaro per superare le grandi attività che già hanno pagato per la stessa keyword.

Per questo le aziende che vogliono investire in campagne AdWords si affidano a specialisti. Per dare vita ad una campagna efficace è necessario svolgere numerosi studi sul mercato e più prove sul campo.

Google AdWords e il Pay per Click

Google AdWords funziona con un sistema che prende il nome di Pay per Click (PPC).

Ogni click che viene effettuato da parte di un utente sull’annuncio pubblicitario fa sì che Google scali dal budget giornaliero la somma prestabilita, fino a quando il budget non si esaurisce. È quindi necessario decidere in precedenza il budget giornaliero e il prezzo che, come azienda, si è disposti a pagare a Google per ogni click.

Per evitare di spendere cifre enormi, è importante creare delle campagne che siano in grado di massimizzare il rapporto spesa/click.

Qual è la giusta campagna AdWords?

Gli inserzionisti possono scegliere fra due tipi diversi di campagna a pagamento:

  1.  Rete di ricerca: annunci che compaiono sulla pagina dei risultati di Google.   
  2. Rete display: annunci o banner che gli utenti visualizzano sui siti internet che offrono appositamente spazi pubblicitari.

Per scegliere la giusta campagna AdWords è importante capire ed analizzare il target di utenti che gli inserzionisti vogliono raggiungere.

Rete di ricerca

Gli annunci sponsorizzati compaiono quando l’utente effettua su Google una ricerca in funzione di una parola chiave. Questi annunci sono sullo stile dei risultati che compaiono al momento della ricerca stessa e vengono mostrati agli utenti sulla base di più fattori, tra cui il budget che l’inserzionista decide di investire e la pertinenza dell’annuncio stesso con le keywords ricercate.

Le inserzioni compaiono in alto e sulla destra della pagina di ricerca e si differenziano dai risultati organici, identificandosi come risultati sponsorizzati, grazie ad una label.

Si tratta di annunci di tipo testuale. L’inserzionista può inserire il titolo, la descrizione e l’URL.

Possono poi essere aggiunte estensioni per rendere l’annuncio più interessante.

Rete display

Gli annunci possono essere sponsorizzati su canali appositi offerti dai publicher, ovvero da chi aderisce ad AdWords offrendo spazi sul proprio sito, social network o app per la visualizzazione di annunci pubblicitari. I publisher ricevono in cambio una percentuale di guadagno a seguito di click sull’annuncio.

Questa rete dà anche la possibilità di utilizzare annunci multimediali (banner e video), oltre agli annunci testuali.

Devono, come gli altri, essere pertinenti con la keyword ricercata e con l’argomento trattato. Compaiono in funzione dei target a cui ci si vuole rivolgere, sulla base anche dei dati demografici degli utenti.

Una delle campagne display più efficaci è quella di remarketing. Questa consente di mostrare gli annunci agli utenti che già hanno visitato il sito o l’app dell’inserzionista. Si raggiungono così utenti più propensi all’acquisto, “inseguendoli” nelle loro successive operazioni sul web.

Privacy e sicurezza su Google AdWords 

Le inserzioni su Google AdWords devono ovviamente seguire regole e restrizioni su privacy e trasparenza. Gli utenti devono infatti essere in grado di poter riconoscere facilmente qual è il servizio o il prodotto offerto da un annuncio e il suo inserzionista.

È bene aver chiaro anche che non si può pubblicizzare qualsiasi tipo di prodotto o servizio. Sono vietati annunci riguardanti armi, alcool, tabacchi e sesso. Sono esclusi anche gli argomenti che riguardano oggetti o attività non legali. Vi sono poi alcune limitazioni che variano a seconda della Nazione in cui l’inserzionista desidera pubblicare il proprio annuncio.

I fondamenti del search marketing: differenza tra SEM SEO e SEA

Quando si parla di Web Marketing, è impossibile evitare di parlare anche di SEM, SEO e SEA. Sono infatti ciò che sta alla base di tutto quello che riguarda questo mondo e non si può pensare di poterne entrare a far parte senza conoscerne i fondamenti.

Le strategie di marketing sul web si stanno sempre più affinando e migliorando, grazie a tecniche efficaci e a specialisti del settore. È impensabile, oggi, cercare di gestire il proprio e-commerce o la propria pagina web senza il prezioso aiuto di figure professionali che hanno a che fare quotidianamente con SEM, SEO e SEA.

Acronimi e differenze

  •  SEM: Search Engine Marketing
  •  SEO: Search Engine Optimization
  •  SEA: Search Engine Advertising

Dal Web Marketing parte un ramo che prende il nome di Search Engine Marketing (o più semplicemente Search Marketing), il quale si applica ai motori di ricerca. Comprende quindi le attività volte a generare traffico verso un determinato sito web. Semplificando, lo scopo è quello di portare al sito, attraverso i motori di ricerca, il maggior numero di visitatori possibile interessati a ciò che il sito stesso propone.

Si tratta del SEM.

Il SEM è indispensabile per portare il tuo sito in prima posizione

Applicare il Web Marketing ai motori di ricerca è fondamentale per portare il proprio sito in prima posizione, mettendolo in risalto.

Il SEM comprende tecniche e strategie mirate ad ottenere proprio questo risultato.

Le attività effettuate dal consulente SEM, ovvero dal professionista del settore, si focalizzano sui fattori di posizionamento off-site. Sono elementi esterni al sito da posizionare, ma che su di esso hanno effetto diretto.

Si occupa di pianificare e gestire campagne Pay per click (campagne pubblicitarie a pagamento), di posizionamento organico, di attuare strategie di link building e di analizzare, grazie a specifici strumenti, se le azioni intraprese hanno o meno ritorno.

SEO e SEA sono parte del SEM.

SEO: Ottimizzazione per i motori di ricerca

Con il termine SEO si va ad indicare l’insieme delle operazioni che hanno lo scopo di far aumentare le visite sul sito sul quale il consulente SEO opera, a partire dai vari motori di ricerca (come ad esempio Google). Queste operazioni prevedono l’ottimizzazione del codice sorgente della pagina web e, allo stesso tempo, l’ottimizzazione dei contenuti della pagina stessa. Tutto ciò permette di rendere il sito più adatto ai canoni della ricerca e lo aiuta ad acquisire posizioni migliori sui motori di ricerca stessi.

Le tecniche di ottimizzazione SEO si dividono in on-page e off-page. Le prime sono attività svolte direttamente sul sito da ottimizzare, mentre le altre sono svolte al di fuori del sito internet.

La SEO on-page comprende principalmente:

  •  Tecniche di incorporamento delle keywords (parole chiave principali) all’interno della pagina web.
  •  Articoli di blog con contenuti di qualità e pagine ottimizzate.
  •  Formattazione dell’URL della pagina.

La SEO off-page comprende invece:

  • • Creazione di una rete di backlink.
  • • Creazione di contenuti di qualità.
  • • Condivisione dei contenuti.

Le operazioni tecniche vengono effettuate sia sul codice HTML che sui contenuti delle pagine web del sito, ma anche sulla rete ipertestuale del dominio Web presente negli archivi dei motori di ricerca. Fondamentali sono le parole chiave da voler posizionare.

Tra tutte queste attività, si distinguono l’ottimizzazione della struttura del sito e degli url, dell’accessibilità delle informazioni da parte di spider e crawler dei motori di ricerca, del codice sorgente, dei link, delle immagini, dei contenuti e dei backlink.

Il SEO si distingue dal SEM, in quanto il suo obiettivo primario è quello di posizionare il sito nelle SERP organiche, ovvero nelle pagine dei risultati del motore di ricerca. Il SEM, invece, comprende anche le attività di posizionamento negli spazi allocati per risultati Pay per click.
Quindi, mentre gli effetti del Pay per click sono istantanei, le attività SEO sono legate a risultati nel lungo periodo.

SEA e Google Adwords

Con il termine SEA si vanno ad indicare tutte quelle attività di gestione di campagne di link a pagamento su siti e portali che consentono maggiormente di raggiungere il target d’impresa.

Sono solitamente tecniche utilizzate per ottimizzare le proprie campagne pubblicitarie realizzate con Google Adwords.

Google Adwords è la piattaforma Google che permette di creare campagne di link sponsorizzati.

Il SEA si differenzia notevolmente dal SEO, in quanto consiste in un pagamento diretto al motore di ricerca per poter comparire nei suoi risultati. È quindi un’attività di promozione a pagamento attraverso i motori di ricerca e gli strumenti di pubblicità che essi stessi offrono. Il SEO, invece, non fa uso di campagne pubblicitarie e di Google Adwords, ma il suo scopo è un posizionamento organico.

Come per il SEO, anche per il SEM le keywords sono fondamentali. La parola chiave scelta viene ovviamente inserita all’interno dell’annuncio, il quale deve essere ottimizzato.

Sono le tecniche SEO le basi di un buon lavoro SEA.

Lavoro di squadra

È importante tenere presente SEM, SEO e SEA non sono tecniche che lavorano in modo indipendente. Sono infatti parte di un’unica grande strategia di Web Marketing.

Il posizionamento dei siti web è diventato fondamentale per poter emergere in rete. E la rete è ormai uno dei migliori mezzi per far conoscere la propria azienda e per vendere i propri servizi e i propri prodotti. Per questo vi sono agenzie e specialisti in campo SEM, SEO e SEA che lavorano insieme per fornire consulenze e servizi di questo genere.