Personal Branding: cos’è e come farlo

Se state leggendo questo articolo, probabilmente anche nella vostra mente circola questa domanda: “ma il Personal Branding cos’è?”.

Sicuramente vi sarà capitato di sentirne parlare, di sentire che è qualcosa di importante, di imprescindibile, sarà davvero così? Proviamo a dare una risposta a queste domande capendo non solo cos’è, ma anche come fare Personal Branding.

Cos’è il Personal Branding

Poniamo il caso che abbiate un’azienda che produce succo di Melograno biologico, buonissimo, a km 0, con i migliori metodi di coltivazione e di estrazione.

Il vostro competitor vende esattamente il vostro stesso prodotto, con le medesime qualità, ad un prezzo quasi identico.

Qualsiasi mossa programmiate, la controparte non intende essere da meno. Quindi, in ultima analisi, vendete esattamente la stessa cosa, con le stesse proprietà e lo stesso prezzo. 

Allora, qual è la differenza sostanziale che spingerà il consumatore ad acquistare il vostro prodotto anziché quello del vostro competitor?

La fiducia

Acquisto il tuo prodotto, perché mi fido di te. Perché so chi sei, come lavori, quali sono i tuoi valori, o più semplicemente, perché mi stai simpatico. 

Seguo i tuoi consigli perché sei competente nel tuo campo, perché in sostanza sei il miglior rivenditore di succo di melograno. 

Quindi il personal branding cos’è se non un’insieme di azioni che permettono di farsi conoscere per la propria competenza lavorativa, per i propri valori e la propria personalità? È la storia che racconta il vostro impegno, la vostra dedizione, le vostre particolarità nel proporvi e nel proporre i vostri servizi.

Capiamo quindi come passare all’azione e come fare personal branding in modo efficace. 

Come fare personal branding

Innanzitutto è bene chiarire il settore in cui riconoscersi, quali sono le proprie propensioni e specialità, sia a livello lavorativo che personale. 

Questo oltre a identificare l’area di competenza, indica anche qual è il modo migliore di presentarsi agli altri e quindi come comunicare al meglio la propria immagine di azienda.

Per poter capire come fare personal branding in modo semplice ma mirato, seguiamo questi tre punti: 

1. Quali canali utilizzare 

I canali utilizzabili sono molteplici, è bene però scegliere quello che più si adatta alle nostre esigenze.

Ricorrendo ancora all’esempio del rivenditore di succo di melograno, è indispensabile capire che cosa voglio mostrare, su che cosa voglio fare leva.

In poche parole: qual è la chiave del personal branding.

Possiamo considerare di creare un video che mostri una giornata lavorativa, il rapporto tra collaboratori, qualche sketch simpatico sulla propria quotidianità, crearsi un pubblico e curarne il community management.

Non è indispensabile che il personal branding si riferisca solamente a ciò che intendo offrire. Un cliente può affezionarsi, non solo per la competenze ma anche per la personalità, le idee, i valori, la stima o per qualche interesse comune. 

Utilizzare Instagram in una strategia di web marketing attraverso le stories, condividere un post su Facebook, twittare, migliorare il proprio profilo LinkedIn, aprire un blog, condividere le proprie foto: le attività possibili sono davvero molto ampie, è importante però scegliere il canale adatto.

È consigliabile condividere un messaggio chiaro, utilizzando la piattaforma giusta, anziché divulgare troppi messaggi in modo casuale, generando confusione. 

2. Stabilire e studiare il target 

Per poter scegliere il canale adatto per farsi conoscere, è doveroso porsi prima di tutto una domanda: a chi desideriamo parlare? 

Capire quale sarà il target di riferimento, studiare quali piattaforme utilizzare e con quale frequenza, aiuterà a creare un messaggio mirato sia dal punto di vista tecnico che da quello emotivo.

Qualsiasi canale decidiamo di utilizzare è importante comunicare usando lo stesso linguaggio, lo stesso modo di parlare del target su cui si sceglie di investire. 

Attenzione, è possibile che la nostra reputazione, quindi il nostro lavoro di personal branding, sia esso stesso il primo passo che spinge le altre persone a fidarsi di noi, prima della nostra competenza di settore.

Che rivendiamo succo di melograno, proponiamo ricette di cucina, scriviamo articoli di moda o condividiamo le nostre foto migliori, quello che ci permette di entrare in contatto con gli altri, fruitori, clienti o consumatori, è quello che noi siamo, quello che ci rappresenta come individui. 

3. Farsi vedere 

Stabilito il canale da utilizzare e il target di riferimento, l’ultimo passo per capire come fare personal branding è quello di farsi vedere, quindi: esserci

Programmare una cadenza temporale nella pubblicazione dei nostri contenuti, aiuta a creare un’abitudine, una specie di post-it mentale nella mente di chi ci segue.

È importante che la creazione di contenuti sia facile da fare, ma non improvvisata. 

Studiare le dinamiche, i metodi migliori, i format adatti a promuoverci sono sicuramente gli elementi portanti per capire come fare personal branding, ma se progettiamo qualcosa di troppo complicato, non riusciremo a perpetuarlo nel tempo con costanza. 

È indicato quindi scegliere qualcosa che sia già parte delle nostre capacità, in parole povere, qualcosa in cui siamo bravi o che ci piace fare, qualcosa che rispecchi la nostra personalità

Ora che abbiamo spiegato come fare personal branding, quindi come migliorare la nostra immagine e reputazione sul web, concludiamo con una frase del fondatore di Amazon Jeffery Bezos che ben riassume il valore e l’importanza del personal branding:

“La reputazione è ciò che gli altri dicono di te quando sei uscito dalla stanza”

Cosa vorresti dicessero di te?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *