Come funziona un Marketplace?

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Con il termine marketplace  – la cui traduzione letterale è “luogo di mercato” – si intende un luogo fisico adibito agli scambi commerciali. Negli ultimi anni questo termine ha assunto un’accezione  virtuale ed è stato assorbito dal glossario del web per indicare tutti quei siti e quei portali online che fungono da “luogo” di incontro tra domanda e offerta. Una grande piazza virtuale dove venditori e acquirenti si incontrano per stipulare la compravendita di un oggetto o di un servizio.  Esempi noti a tutti di marketplace sono Amazon e Alibaba, due piattaforme su cui sono ospitati i prodotti di diversi venditori e diventati punto di riferimento per milioni di utenti nel mondo.

I marketplace si differenziano dagli e-commerce per un particolare fondamentale: gli e-commerce sono delle vetrine virtuali appartenenti ad un unico brand/azienda, mentre un marketplace è un luogo in cui si possono trovare brand e prodotti differenti. Il rapporto è lo stesso che c’è tra un negozio e un grande centro commerciale.

I marketplace possono essere  verticali o orizzontali. Nel primo caso si tratta di piattaforme specializzate nella vendita di una sola categoria merceologica come, ad esempio, i portali che vendono solo scarpe, vini, ecc. I marketplace orizzontali invece ospitano nelle loro ‘vetrine’ qualsiasi tipo di prodotto, proprio come un grande centro commerciale.

Un’ulteriore distinzione riguarda il tipo di business in cui sono specializzati, ovvero: C2C, B2C e B2B. Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un Consumer to Consumer marketplace, ovvero, uno spazio virtuale in cui le transazioni commerciali avvengono tra privati. Nei marketplace Business to Consumer il rapporto commerciale si concretizza tra aziende e consumatori privati. L’ultima tipologia è quella del Business to Business marketplace e si configurano come il luogo d’incontro tra aziende diverse. Un esempio di B2B sono le transazioni tra grossisti e aziende commerciali. 

I marketplace possono essere distinti anche in base al tipo di prodotto/servizio offerto dalla piattaforma:

  • Marketplace specializzati nella vendita di multiprodotti come Amazon e eBay
  • Marketplace di servizi specializzati nell’offerta di un servizio come prenotazioni alberghi, ristoranti, ecc
  • Marketplace di lavoro specifici per fare incontrare professionisti e aziende. Un esempio sono i marketplace di contenuti per il web.

Il crescente successo dei marketplace, veri traini dell’esplosione del fenomeno dell’e-commerce, è dovuto soprattutto alla loro affidabilità, alla sicurezza delle transazioni e dei sistemi di pagamento e alle crescenti garanzie per gli utenti in caso di problemi con i prodotti e le consegne.

Come funziona un marketplace?

Da quanto detto fino a questo momento, è evidente la funzione di intermediazione di un marketplace. Ma come funziona un marketplace nello specifico? 

In pratica i marketplace sono costituiti da milioni di schede prodotto a cui si accede effettuando ricerche mirate attraverso i motori di ricerca interni. Lo schema è il seguente:

  • L’utente arriva sul marketplace e digita la keyword relativa al prodotto cercato nella barra delle ricerche.
  • Il motore di ricerca gli mostra una serie di risultati inerenti alla sua ricerca.
  • L’utente scorre sui risultati della ricerca e clicca su quelli che gli interessano, aprendo le schede prodotto.
  • Una volta trovato il prodotto cercato avvia le procedure d’acquisto, paga attraverso carta di credito o un altro strumento di pagamento online.
  • Entro pochi giorni riceve il pacco con l’oggetto acquistato all’indirizzo indicato nel modulo d’acquisto.

Come vendere su marketplace?

Utilizzare un marketplace può rappresentare un’ottima soluzione per aumentare il proprio giro d’affari. Ma come vendere su marketplace? Le strade percorribili sono essenzialmente tre:

  • Vendere come Vendor, ovvero, cedere uno stock dei propri prodotti ad un prezzo wholesale alla piattaforma e incassare immediatamente il guadagno, lasciando al marketplace l’onere di smaltire la merce.
  • Vendere come Seller, ovvero, utilizzare la piattaforma come punto di appoggio per esporre i propri prodotti ed intercettare i clienti. In questo caso la piattaforma fornisce solo spazio e visibilità, mentre al Seller spetta l’onore di creare le schede prodotto, pubblicarle, occuparsi dei pagamenti e delle spedizioni, ecc.
  • Assumere un Seller specializzato, ovvero, un professionista con le competenze necessarie per gestire la presenza dell’azienda e dei suoi prodotti sulle piattaforme di vendita online.

Utilizzare un marketplace per il proprio business presenta numerosi vantaggi in termini di visibilità e di ritorno dell’investimento. Vediamo, allora, quali sono i vantaggi legati all’utilizzo di una piattaforma virtuale di compravendita:

  • Ottimo posizionamento sui motori di ricerca che si traduce in una maggiore visibilità per gli inserzionisti presenti all’interno del marketplace.
  • Consentono di raggiungere una fetta più ampia di possibili clienti con un minimo investimento economico.
  • Consentono agli utenti di effettuare ricerche mirate da cui poi ricavare informazioni importanti per comprendere le esigenze del proprio target di riferimento.
  • Sono una buona opzione per svuotare il magazzino dalle rimanenze e smaltire i prodotti in stock.

In conclusione, i marketplace possono essere un’ottima opzione da sfruttare per dare un’accelerata al proprio business, ma senza una strategia mirata possono trasformarsi in uno spreco di tempo e di risorse. Vendere su una piattaforma di questo tipo richiede un notevole impegno nella realizzazione di schede prodotto e contenuti completi e ottimizzati, nella gestione dell’inventario e nella gestione del customer care. Se non si è disposti a fare tutte queste cose è meglio rinunciare all’idea di affidarsi ad un marketplace.

Cos’è un e-commerce e come può aiutare la tua attività?

e-commerce

Con il termine e-commerce si intende una nuova tipologia di compravendita di prodotti e servizi che avviene completamente on-line, dalla selezione del prodotto da acquistare fino al pagamento. Gli oggetti vengono poi spediti tramite posta entro un certo numero di giorni lavorativi. Per i prodotti digitali (corsi, ebook, MP3) la consegna avviene nell’arco di pochi minuti direttamente sulla casella di posta elettronica indicata nel form di acquisto.

Per estensione, il termine e-commerce ha finito con l’indicare anche tutte quelle applicazioni, piattaforme e siti web che consentono di effettuare spese online, pagando con transazioni elettroniche.

La diffusione di dispositivi elettronici costantemente collegati in rete, come tablet e smartphone; la popolarità di nuove metodologie di pagamento elettronico (PayPal, Skrill, Wordpay, ecc); la diffusione dei certificati SSL che in pratica rendono sicure le transazioni con le carte di credito, hanno sicuramente favorito la diffusione e la popolarità degli e-commerce, tanto che si calcola che nel 2018 il 50% di acquisti nel mondo è stato effettuato su internet e le previsioni dicono che tale percentuale è destinata a crescere di due terzi nel giro dei prossimi 5 anni.

Caratteristiche principali di un e-commerce e come fare per avere successo

Ma cos’è un e-commerce? Un sito di e-commerce è sostanzialmente un sito vetrina, dove lo spazio della pagina è suddiviso in un numero variabile di sezioni, ciascuna occupata dalla foto di un prodotto e dalla descrizione delle sue caratteristiche e del prezzo. Cliccando su ciascun prodotto si viene indirizzati sulla scheda del prodotto, dove si trovano informazioni più dettagliate, dove è possibile esprimere delle preferenze (colore, taglia, ecc) e da dove,poi, si può avviare la procedura di acquisto. La struttura del sito, di per sé molto semplice, deve inoltre prevedere una pagina per i pagamenti e un servizio di customer care.

Ecco allora la domanda cruciale: quali caratteristiche deve avere un e-commerce per avere successo? 

Come prima cosa deve essere chiaro, ordinato e di facile navigazione, per fare sì che tutti i potenziali clienti, anche quelli meno esperti, possano sentirsi a proprio agio a navigare e acquistare sul sito.

È necessario che utilizzi un sistema di pagamento affidabile e che fornisca il maggior numero di metodi pagamento, ma soprattutto deve riuscire a snellire al massimo la procedura di acquisto, così da condurre velocemente e con pochi clic l’acquirente alla pagina in cui inserire i dati per poter comprare effettivamente il prodotto.

Quali sono i vantaggi di un e-commerce e come può aiutare la nostra attività?

Aprire un e-commerce per avviare un attività commerciale on-line presenta molti vantaggi. Vantaggi di cui possono beneficiare anche tutti quegli imprenditori che già possedendo un negozio tradizionale ma vogliono ampliare il loro raggio di azione con un sito web.

Vediamo, allora, quali sono i principali vantaggi di un e-commerce e perché è importante aprirne uno anche se già si gestisce un’attività di tipo tradizionale.

  • Un portale di vendita online non ha vincoli geografici e consente di vendere i propri prodotti/servizi su scala globale, teoricamente in tutto il mondo a differenza dei negozi tradizionali che, invece, hanno un raggio d’azione ristretto.
  • Non ha i vincoli di orario come i negozi tradizionali, ma è possibile vendere i prodotti 24 ore al giorno 7 giorni su 7.
  • Ha costi di gestione molto inferiori rispetto agli esercizi commerciali fisici. Nessun affitto, a parte il canone mensile per il dominio e il server; nessuna bolletta di acqua, luce, riscaldamento, ecc; personale limitato agli addetti alla gestione del sito e delle spedizioni.
  • Costi di inventario ridotti grazie alla gestione automatizzata dell’inventario e delle scorte.
  • Possibilità di avviare campagna di marketing targettizzate a costi sensibilmente ridotti rispetto alle pubblicità tradizionali e con un tasso di conversione sensibilmente più alto. Grazie alle strategie di web marketing, infatti, le nostre pubblicazioni verranno indirizzate verso un target specifico di consumatori con caratteristiche tali da renderli potenzialmente interessati all’acquisto dei prodotti.
  • Nessun vincolo geografico per l’imprenditore, che può gestire il proprio business da qualsiasi luogo nel mondo, a patto di poter disporre di un laptop e una connessione a internet. Indipendenza e libertà impensabili quando si gestisce un negozio tradizionale

Per chi già possiede un’attività commerciale di tipo tradizionale, l’apertura di un negozio virtuale può rappresentare un modo pratico per fare brand awareness e fare conoscere il proprio marchio e i propri prodotti al di fuori delle solite cerchie. Può aiutare a smaltire più velocemente le rimanenze di magazzino, o aiutare ad entrare nel mercato di prodotti di nicchia.

In conclusione, al giorno d’oggi con i consumatori che si stanno spostando in massa sul web – dove possono fare acquisti comodamente da casa, quando vogliono e come vogliono – non è più possibile ignorare la necessità di essere presenti on-line con un e-commerce, a meno che non si voglia essere tagliati cuore da una considerevole fetta di mercato.

Fare soldi aprendo un ecommerce

Aprire un ecommerce: una grande potenzialità, il nuovo lavoro del millennio su internet

Possedere una propria attività imprenditoriale dove vendere la merce può essere gratificante ma aprire ecommerce può riservare anche maggiori soddisfazioni. Divenuto molto comune nel mondo del commercio, un ecommerce è un negozio online in cui è possibile vendere dei prodotti senza disporre di un locale commerciale ma spedendo direttamente gli acquisti ai clienti.

La vendita è solamente una minima parte di questo servizio che comprende anche transazioni finanziarie, gestione ed organizzazione delle vendite, marketing e pubblicità e praticità nel lavorare con i contenuti web. Far soldi aprendo un ecommerce non è affatto un obiettivo realizzabile in breve tempo, ma con impegno e costanza, accumulando sempre più visitatori, la visibilità aumenterà ampliando il bacino di potenziali acquirenti.

Quali conoscenze bisogna avere per avviare un ecommerce

Prima di aprire un sito ecommerce dove vendere i propri prodotti, per riuscire a creare una piattaforma utile a guadagnare del denaro bisogna possedere alcune conoscenze determinanti nella scrittura web e nella gestione dei contenuti nel migliore dei modi.

Se non si possiedono nozioni sufficienti nella programmazione di un sito internet, è preferibile rivolgersi a dei professionisti che possono organizzare l’ecommerce secondo le esigenze del titolare e dei servizi offerti. Questo può essere uno svantaggio poiché richiede un capitale iniziale maggiore, tuttavia la certezza di ottenere uno spazio online ben definito e pronto all’uso vale la spesa.

Il primo passo nel mondo degli ecommerce

Non si può far soldi aprendo un ecommerce senza possedere prima un dominio e uno spazio web dove creare il proprio sito di vendite. Questo è forse il primo vero investimento e, in certe occasioni, la spesa è molto contenuta in base alle potenzialità del servizio scelto.

All’interno dello spazio web bisogna installare un CMS, content management system, ovvero un software che permette la gestione del sito con tutti i suoi contenuti, dalla scrittura all’impaginazione, dall’architettura alla gestione delle abilitazioni.

Quando si inizia a guadagnare con un ecommerce

Per iniziare a fare soldi con un ecommerce non bisogna accelerare i tempi ma lavorare con costanza e pazienza in attesa dei primi risultati. Ovviamente all’inizio è fondamentale garantire visibilità al proprio sito, per questa ragione bisogna investire molto sul marketing e sulla pubblicità in modo da diffondere il più possibile la conoscenza della propria nuova piattaforma per le vendite.

L’obiettivo è raccogliere molti potenziali clienti che, anche senza acquistare, visitino il sito cliccando tra i contenuti. Maggiori saranno i visitatori, maggiori saranno i potenziali clienti e lentamente l’ecommerce comincerà ad acquisire rilevanza nel web. Puoi approfondire metodi per generare soldi con il mondo dell’ecomerce su comefaresoldicon.info

I trucchi per far fruttare il proprio ecommerce

Non esistono delle soluzioni pratiche e rapide per guadagnare soldi aprendo un ecommerce in modo facile, ma è possibile adottare alcuni suggerimenti per creare un sito interessante e funzionale. In primis, è indispensabile utilizzare la propria conoscenza nei contenuti web acquistando libri, leggendo guide ed osservando ecommerce di successo come il colosso delle vendite Amazon.

Bisogna, inoltre, essere determinati e non stancarsi mai una volta intrapreso il progetto, infatti anche una semplice pausa o il ritardo costante negli aggiornamenti può minare il lavoro svolto impedendo di aumentare le vendite e, di conseguenza, abbassando i profitti.

Per portare più potenziali clienti a visitare il proprio sito web, è fondamentale garantire un’ampia visibilità soprattutto utilizzando i social network come una pagina Facebook o Twitter, un canale YouTube, un profilo Instagram e un blog dedicato, per esempio. La pubblicità è impegnativa e richiede uno sforzo costante ma il risultato è pressoché istantaneo.

Per fare soldi creando un ecommerce è impensabile trattare i clienti come semplici numeri, non va dimenticato che si entra in contatto, seppur virtualmente, con persone che vanno trattate con cortesia e gentilezza al pari di un cliente che entra in un negozio. I visitatori devono sentirsi accolti e guidati nella ricerca di ciò di cui hanno bisogno.

Attenzione alla burocrazia anche nell’ecommerce

Come nel mondo reale, non si possono fare soldi aprendo un ecommerce se non si è in regola con la burocrazia. Per questo, prima bisogna provvedere a:

  • istituire una nuova società presso un notaio;
  • aprire una partita IVA;
  • registrarsi presso la Camera di Commercio;
  • presentare la SCIA al proprio Comune;
  • rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per fornire tutte le informazioni sulla nuova piattaforma.

In questa fase è preferibile farsi aiutare dal proprio commercialista che saprà indicare la migliore strada da seguire per evitare spiacevoli inconvenienti.